C’era una volta…
Ehm, no, non c’era una volta. C’è ora, adesso, proprio nel momento in cui noi scriviamo e tu ci leggi. E in effetti questa storia è la nostra storia. O perlomeno quella della Florida, che da anni è alle prese con un’invasione di lumache giganti africane che divorano tutto quello che incontrano, persino i muri. (Proprio come le specie endemiche della laguna di Venezia che cucina Chiara Pavan.)
Questa storia, dicevamo, è la storia di un viaggio ma non di uno qualunque. Ciclico, lungo, pericoloso. Malinconico, perché si lascia la propria casa. Colmo di speranza, per trovarne una più accogliente. Comunque, non si spiega la morale di una favola, soprattutto prima di raccontarla. Quindi, partiamo.
C’è una bella e lucente chiocciola, cresciuta in un prato verde ai margini del bosco. Le piaceva strisciare lenta tra gli steli dei fiori. Surfare sulla rugiada gelida del mattino. E si abbuffava di foglie fresche come se non ci fosse un domani.
Ops, cattive notizie in arrivo: perché un domani c’è sempre (per fortuna!)... e prima o poi arriva. In pratica, succede che la chiocciola divora tutto il verde che la circonda fino ad esaurimento scorte. Se poi ci aggiungiamo il cambiamento climatico e il surriscaldamento globale, si fa presto a dover cambiare casa. Così la chiocciola si prepara al grande viaggio. Attraversa un ruscello sopra una foglia galleggiante. Si arrampica su un vecchio tronco per superare la collina. Si rifugia sotto un fungo per ripararsi dalla pioggia.
Dopo un lungo girovagare, approda in un giardino rigoglioso. Non volendo incappare negli stessi errori del passato (in gamba, questa chiocciola!), invece che divorare le foglie decide di nutrirsi solo di quelle già cadute. Scopre poi che la sua bava mantiene umido il suolo e aiuta le piante a crescere più forti. Le farfalle le fanno da vedetta guidandola verso il cibo. Le cicale la intrattengono con il canto e le formiche le concedono persino qualche provvista.
Se te lo stai chiedendo, no, non siamo impazziti. (Forse sì?) Ma tra le lumache africane in Florida e i granchi blu nei nostri mari, te l’avevamo detto che questa storia parla di noi. Comincia da un animale che porta sulle spalle il peso della sua casa. Finisce con la casa che chiamiamo mondo: la sua sopravvivenza è nostra responsabilità.
Ma adesso, ce la dite la morale? Sì, eccoci. La morale è che non per forza l’invasore è cattivo. Non per forza una specie è infestante, se decidiamo di non chiamarla così. La Lissachatina fulica, come la portulaca di mare, è commestibile, per esempio. E allora da invasore a piatto tipico, il passo è breve.
La tua morale? Scrivicela a supernova@remidastudio.com.